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Il software AVS

 La Ricerca AVS
 
Abstracts
 
La domanda fondamentale che ci si è posti all'inizio era se fosse possibile creare delle "immagini" sonore di chiara evidenza tridimensionale studiando i fenomeni della stereopsi acustica. La stereopsi acustica è la capacità del sistema uditivo di usare l'informazione contenuta nelle disparità di informazione tra un orecchio e l'altro.
Si è cercato di fare tesoro anche di esperienze e modelli teorici derivanti dallo studio della percezione visiva, cercando se fosse possibile creare quel senso di spazialità, tridimensionalità e "realismo" che si ottiene mediante il controllo di determinati tipi di informazioni.
Quali esempi si possono citare i modelli impiegati per produrre illusioni ottiche di profondità, tenendo presenti, debitamente adattati al campo acustico, concetti relativi ai gradienti prospettici (i gradienti lineari, di grandezza oggettuale e di densità microstrutturale) e all'effetto cinetico di profondità.
 
Durante la ricerca è emersa la possibilità di configurare un sistema integrato di registrazione e riproduzione che consentisse l'utilizzo anche di quelle tecniche che in campo visivo consentono di produrre da due immagini "bidimensionali" un' immagine tridimensionale di evidenza allucinatoria.
 
L'ipotesi di fondo si riferisce all'idea di Helmholtz relativa all'esistenza di un atto psichico definibile come un' "inferenza inconscia" che integra due separate evidenze sensoriali strutturate in una terza tridimensionale di evidenza allucinatoria, cogliendo suggestioni anche dalle idee di Julesz contenute nelle ricerche relative ai correlogrammi casuali.
Il dato interessante riguarda l'effettiva messa a punto di un modello teorico di ripresa e riproduzione del suono che consenta l'attivarsi di quei percorsi di elaborazione delle informazioni sonore che portano all'insorgere di fenomeni percettivi paradossali e ancora poco compresi a livello teorico.
 
Da un punto di vista psicologico e interessante valutare anche un'ulteriore ipotesi (sono disponibili ricerche cliniche sugli effetti neurofisiologici ed affettivo-simbolici dell'ascolto in AVS > Abstracts), che riguarda il tipo di condizione psichica in cui l'ascoltatore viene a trovarsi nel momento in cui si passa ad un "altro" modello di integrazione delle informazioni sonore.
 
Il dato forse più cruciale che sottostà alla invenzione del sistema AVS è l'ipotesi che prevede l'esistenza non di uno, ma di due modelli di elaborazione dei dati sonori da parte del nostro sistema uditivo. Se ci si riferisce a due modelli e non a particolari tecniche di elaborazione del segnale è perchè si può dimostrare fenomenologicamente che una volta entrati nel modo di ascolto indotto dal sistema AVS , se si spengono di colpo i canali posteriori, passa qualche secondo prima che si abbia la sensazione di ascoltare in stereo: ciò significa, per esempio, che il campo sonoro si rimpiccolisce solo dopo qualche momento (1-3 sec.) e non immediatamente dopo lo spegnimento dei canali posteriori.
In questo modo si comprende che non siamo nella normale modalità di elaborazione dei dati sonori a causa della presenza di un delta temporale necessario al ritorno ad una percezione normale.
 
Tali dati consentono di fondare l'ipotesi dell'effetto Finsterle-von Salis che prevede la costruzione di un campo sonoro tridimensionale (olografico) mediante l'utilizzo di tecniche di correlazione di immagini sonore bidimensionali (tridimensionali), inducendo tali rimodulazioni nel modo di elaborare le informazioni sonore da poter essere, a nostro avviso, definito come un differente modo di elaborazione dei dati sonori.
L'ipotesi è che tale modalità sia geneticamente prescritta e utilizzata da soggetti umani durante la vita fetale e/o fino alla fine del periodo (1-2 anni) in cui occorrono quelli che Winnicott definì come "fenomeni transizionali" (Winnicott D.W.).
Tale ipotesi, se confermata, consente anche di comprendere i motivi che porterebbero a quello che sembra essere un fenomeno particolare, ovvero l'induzione di uno stato di dolce rilassamento durante l'ascolto, che sembra protrarsi anche per molto tempo (qualche ora) dopo la fine dell'audizione.
Si tratterebbe di uno stato antico, arcaico, dove emerge appunto una sensazione di benessere diffuso, cui è spesso correlato un senso di "estraneazione" dal mondo circostante coniugata con una sensazione di leggerezza e rilassamento beato. Noi riteniamo che questo stato di coscienza sia il più adatto per aprirsi ad una partecipazione "estatica" all'evento musicale.
Con questo esempio si può comprendere come avvenga la possibilità di ricostruire un campo tridimensionale di evidenza allucinatoria da due figure bidimensionali, in cui non si scorgono figure determinate se viste normalmente.










La particolare struttura delle figure permette di comprendere bene, per analogia, perché sia importantissimo come le microinformazioni vengono trattate da tutto il sistema audio, in quanto è   l'elaborazione di queste che consente di ricostruire una figura tridimensionale.
Provate a prendere una matita stando a circa 30 cm dalle figure e avvicinatela a voi tenendola esattamente tra gli occhi e fissandola. Ad un certo punto vedrete sullo sfondo tre quadrati un poco sfocati, di cui uno centrale. Togliete la matita dal campo visivo concentrandovi sull'immagine centrale e cercando di metterla a fuoco (può essere difficile le prime volte). Una volta "stabilizzata" l'immagine del quadrato centrale, lentamente apparirà (il processo dura 1-2 sec.) un piccolo quadrato centrale che "galleggia" sopra il quadrato originale più grande, con un effetto di netta tridimensionalità. Questo avviene grazie alla "scoperta" della correlazione nascosta che lega le due matrici, come si può notare dalle figure più a destra.
Qui infatti si può osservare lo schema di correlazione tra due stereogrammi casuali. La periferia è identica nelle due figure, mentre la zona centrale viene dislocata lateralmente.
 
  

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